Adriano Grimaldi

Glossario del vino

Il glossario del vino della Gourmet’s International è redatto dalla competenza di Helmuth Köcher in persona.


Sapevate che:

- la durata delle sensazioni olfattive prodotte dal vino, cioè la persistenza degli aromi e dei sapori che può essere elegante, speziata, intensiva e/o senza fine, costituisce un ruolo fondamentale nelle selezioni al MIWF;
- durante le degustazioni della commissione di assaggio del MIWF, succede spesso che il vino abbia un gusto “svanito” o di odore di sherry e che questo sia dovuto ad una concentrazione elevata di acetaldeide che deriva come prodotto secondario dalla fermentazione alcolica tramite ossidazione dell’alcol etilico;
- in Italia esistono più di 1000 vitigni autoctoni, cioè vitigni che da oltre 100 anni hanno la loro origine nel territorio dove hanno trovato il loro habitat ideale che vengono a tutt’oggi coltivati tradizionalmente. In Italia sono iscritti al registro nazionale delle varietà di vite oltre 350 vitigni;
- il vitigno autoctono maggiormente coltivato in Italia è il Sangiovese con il 12% alla produzione totale, a seguire il Cattarato Bianco Siciliano, Trebbiano Toscano, Montepulciano e Barbera;
- Abouriou Noir è un vitigno autoctono della Côtes-du-Marmadais della Francia;
- il DNA del vitigno autoctono più vecchio, ancora oggi esistente in Georgia, il Rkatsiteli, è simile al chicco d’uva più vecchio del mondo (7000 anni);
- in tutto il mondo esistono più di 10.000 vitigni autoctoni;
- sotto il nome “astringenza” si intende la sensazione di asciugamento delle mucose della bocca dovuta alla presenza nei vini rossi dei tannini enologici, sostanze che si legano alle proteine della saliva;
- l’arresto dell’attività fermentativanei lieviti del mosto si chiama blocco della fermentazione e serve soprattutto per mantenere il residuo zuccherino necessario per la produzione di vini amabili e dolci;
- prima di ogni assaggio di vino bisogna avvinare il calice togliendo con l’acqua eventuali aromi.

- tutte le degustazioni per la selezione dei vini del Merano International WineFestival avvengono alla cieca? Si tratta di una degustazione in cui non vengono palesati parametri del vino o solamente pochissimi quali l'annata o la provenienza geografica.
- una delle viti più antiche del mondo, le cui uve vengono vendemmiate con un taglio della vite e vendemmia rituali, è la varietà Modra Kavčina o Žametna črnina (Blauer Kölner)?
- un vino può avere delle note balsamiche, ovvero un profumo e un sapore tipicamente resinosi, nobilmente amarognoli, con sfumature che comprendono quercia, eucalipto, miele, pino, mirra, sandalo, abete, ginepro, incenso e cedro?
- le botti barricate con un volume di circa 225 litri, rilasciando profumi e sapori del legno nel vino, lo aromatizzano?
- il delicato aroma di mandorle amare, presente in molti vini italiani definiti “amarognoli” è voluto? Può tuttavia accadere che un errato dosaggio del ferrocianuro di potassio, utilizzato nel trattamento di demetallizzazione, porti a caratteristiche organolettiche indesiderate quali un eccessivo aroma di mandorla amara. Un test per palati fini!

- Cassis (ribes nero, in francese) è una tipica nota aromatica del Cabernet Sauvignon, del Sauvignon blanc e di giovani vini della Franconia;
- il metodo Charmat indica un procedimento usato per la produzione degli spumanti, nel quale la seconda fermentazione avviene in un serbatoio presurizzato e tale procedura viene definita anche metodo di spumantizzazione rapida;
- la Chaptalisationè un metodo di vinificazione che prende il nome da Chaptal, l’ inventore dello zuccheraggio, la cui applicazione porta un netto innalzamento del tenore alcolico. Verso la metà del XIX secolo in Germania Ludwig Gall sostituirà quest’espressione con il termine “Aufbesserung” che potremmo tradurre con “valorizzazione“ o “miglioramento”.
- Cagnulari è un vitigno autoctono sardo, che si trova soprattutto nella zona della provincia di Sassari, il cui vino DOC si chiama Alghero Cagnulari;
- Cuvéederiva dal francese „cuve“ (che significa fermentatore) e oggi è sinonimo soprattutto dei termini quali taglio, marriage o mélange. Con ciò si intende sia la maturazione in torchi comuni, che la fermentazione di diversi vitigni in un unico fermentatore, al fine di produrre vino o spumante, oppure per tagliare successivamente partite di vino provenienti da vitigni o viti madri diverse. Il vino così ottenuto viene anch’esso definito Cuvée, mentre in Francia lo chiamano assemblage. Nella produzione dello champagne è il primo mosto che scorre dal torchio – quello qualitativamente più pregiato – ad essere denominato Cuvée e così anche i diversi imbottigliamenti portano lo stesso nome. Ma attenzione: nella lingua francese ogni vino, imbottigliato separatamente e proveniente da un determinato vitigno, si definisce Cuvée.
- i chips rappresentano oggi un’alternativa meno costosa, rispetto all’invecchiamento in barrique. Ai vini che stanno maturando nei serbatoi in acciaio si aggiungono alcuni trucioli o briciole di legno di quercia onde ottenere la tanto apprezzata nota “barriquata”. Negli Stati Uniti ed in Australia i chips si usano più frequentemente rispetto a quanto avviene in Europa. L’attuale legge dell' UE ne consente comunque l’utilizzo anche da noi. Sotto il profilo del sapore tra chips e "barrique autentico" la differenza è pressoché impercettibile. Tuttavia sembra che i chips non riescano a sostituire in toto l’invecchiamento in barrique, poiché pregiudicano la sostenibilità e la longevità del vino, provocandone un decadimento più veloce.

- dégorgement è un termine francese che significa “sboccatura”. Nella produzione di spumanti metodo classico, la sboccatura viene effettuata dopo la periodica rotazione e inclinazione delle bottiglie poste sulla pupitre (remuage) per eliminare il deposito formatosi nella bottiglia durante la presa di spuma. Il collo delle bottiglie capovolte viene immerso in una soluzione congelante (méthode à la glace) che provoca il congelamento di ca. 2 cm di vino e forma un ghiacciolo. Togliendo il tappo provvisorio la pressione interna espelle il ghiacciolo che incorpora le fecce.
- dosaggio - È la fase sucessiva al “dégorgement“. La bottiglia viene rincalzata con un particolare sciroppo di vino e zucchero (sciroppo di dosaggio), che determinerà le caratteristiche dello spumante. A seconda della miscela utilizzata, lo spumante prodotto rientra in una delle seguenti categorie:
Extra Brut, zuccheri compresi tra 0 e 6 grammi/litro
Brut, zuccheri inferiori a 15 grammi/litro
Extra Dry, zuccheri compresi tra 12 e 20 grammi/litro
Dry o sec, zuccheri compresi tra 17 e 35 grammi/litro
Demi-sec, zuccheri compresi tra 33 e 50 grammi/litro
Doux, zuccheri superiori a 50 grammi/litro
- muffa nobile- Si sviluppa sull’uva e provoca un processo di sovramaturazione degli acini con l’aumento della concentrazione zuccherina e lo sviluppo di aromi complessi e particolari. Queste muffe vengono utilizzate soprattutto nel “Burgenland“ in Austria e nel “Sauternes“ in Francia.
- Eiswein - è un particolare vino dolce che viene prodotto soprattutto in Austria, Germania e Nord America. L’azione del gelo disidrata il frutto e permette una concentrazione dei succhi, intensificando così gli aromi ed i profumi del vino ottenuto. In Austria e Germania, a partire dalla vendemmia dell’anno 2004, per ottenere la denominazione di Eiswein le uve possono essere raccolte solamente se la temperatura è inferiore a -7 gradi C° per un periodo di tempo di almeno 24 ore.
Non può essere utilizzata la crioestrazione, tecnica che consente di riprodurre in ambiente artificiale (freezer) le condizioni che si verificano in natura. Questo procedimento è invece permesso in Nord America.
- la filtrazione è la tecnica di separazione meccanica delle particelle presenti in sospensione nel vino mediante l’uso di filtri.

- l’acidità volatile è spesso presente nel vino in forma evaporabile; è costituita perlopiù da acido acetico ed, essendo percepibile all’olfatto, può influenzare negativamente una prima valutazione;
- i difetti di fermentazione sono quelli imputabili alla cattiva gestione dei processi fermentativi e possono compromettere negativamente la qualità del vino. Presupposto principale di un vino di qualità è infatti la fermentazione controllata, che consente di trasformare gli zuccheri del succo d’uva in alcol etilico; poiché tuttavia durante tale processo si sviluppano anche diversi prodotti primari e secondari, come per esempio l’estere e la glicerina, è assolutamente importante effettuare una corretta filtrazione del mosto che consenta di eliminare torbidità dovute a particelle in sospensione;
- il Gellewza è uno dei principali vitigni autoctoni di Malta. Pare coincida o sia quantomeno imparentato con il vitigno italiano Mammolo, che viene aggiunto al Nobile di Montepulciano e anche al Chianti;
- i lieviti sono dei microrganismi unicellulari della famiglia dei miceti. I lieviti sono responsabili delle fermentazioni, cioè della trasformazione degli zuccheri presenti nel mosto d’uva prevalentemente in alcol (etanolo) e anidride carbonica. I lieviti indigeni (o selvaggi) sono presenti in modo naturale sulla buccia dell’uva; ai fini della fermentazione possono essere tuttavia anche utilizzati i cosiddetti lieviti selezionati. A fermentazione conclusa le cellule morte dei lieviti si depositano sul fondo;
- gli ibridi non sono ammessi dalla normativa dell’Unione Europea per la produzione del vino di qualità. Gli ibridi sono il prodotto dell’unione di due specie eterogenee, mentre gli incroci derivano dall’unione di due vitigni della stessa specie;
- l’Irxenwein è un tipo di vino spiccatamente acidulo prodotto in Austria utilizzando l’uva asprigna con acini piccoli e perlopiù verdi che si sviluppa dai tralci laterali (“Irxen”), che crescono partendo dalle ascelle delle foglie. In alcune regioni dell’Austria le “Irxen”, oltre ad indicare i tralci laterali, indicano anche delle creature fantastiche delle vigne, in onore delle quali si organizzano delle feste durante le quali si beve appunto l’Irxenwein;
- Imperiale è la denominazione in uso a Bordeaux per indicare una bottiglia di grandi dimensioni con una capacità di sei litri, ossia equivalente a otto bottiglie regolari. Nello Champagne una bottiglia di uguali dimensioni si chiama Matusalemme ed è usata per il vino spumante.

- Inzolia è un vitigno bianco coltivato in Sicilia che all’Isola d’Elba prende il nome di Ansonica. La caratteristica di questo vino è un intenso profumo di noce;
- il Jungfernwein (“Jungfer“ = vergine) è il primo vino prodotto da una vite giovane;
- Jeroboamè la denominazione di un bottiglia di champagne di grandi dimensioni con una capacità di tre litri, ossia l’equivalente di quattro bottiglie regolari. Jeroboam fu il primo nome biblico assegnato a bottiglie di grandi dimensioni. Nella regione di Bordeaux una bottiglia di questo tipo viene chiamata Doppio Magnum e quindi confonde il fatto che a Bordeaux Jeroboam indichi bottiglie con una capacità di quattro litri e mezzo, ossia l’equivalente di sei bottiglie normali. Per lo champagne una bottiglia di queste dimensioni si chiama Rehoboam;
- la fermentazione a freddoè una fermentazione condotta ad una temperatura tra i 10 e i 15 gradi e quindi rallentata da una minore riproduzione dei lieviti. Ciò consente di esaltare gli aromi primari del vino, soddisfando l’attuale richiesta di vini giovani e fruttati;
- i tappi di sugherovenivano utilizzati già nell’antichità da Assiri, Egizi e Greci, che tuttavia per sigillare le loro anfore usavano perlopiù tappi di terracotta fissati con dello spago e chiusi ermeticamente con lacca, argilla o pece. Catone il Vecchio (234-149 a.C.) scrive che dopo la fermentazione le anfore di vino devono essere sigillate con con sughero e pece. Se ne deduce che gli antichi romani già nel secondo secolo avanti Cristo conoscevano questa tecnica di chiusura, che però cadde nell’oblio dopo la caduta dell’Impero. Un vino “sa di tappo” quando il sughero sviluppa un composto chimico reponsabile di quella particolare sensazione olfattiva; 
-  il corpo di un vino è caratterizzato dai circa 500 elementi e sostanze che lo compongono (come i tannini, gli zuccheri residui, l’acidità). Purtroppo viene spesso confuso con la gradazione alcolica. Un vino corposo non deve necessariamente essere caratterizzato da un’alta gradazione alcolica, bensì deve essere ricco di estratti. I vini di alta qualità sono caratterizzati da uno spiccato equilibrio tra il corpo, i tannini e l’acidità, che in fase di invecchiamento gli conferisce la sua eleganza; 
-  i sedimenti cristallini sulla parte inferiore del tappo o sul fondo della bottiglia sono cristalli di bitartaro di potassio; non hanno alcun sapore, non alterano il vino, non implicano alcun difetto né determinano alcuna caratteristica qualitativa. La loro presenza indica soltanto che durante il processo di vinificazione non è stata effettuata, o è stata insufficiente, la stabilizzazione chimica o fisica.

Da http://www.meranowinefestival.com/it-IT/glossarioit.html