Sapevate che:
- la durata delle sensazioni olfattive prodotte dal vino, cioè la
persistenza degli aromi e dei sapori che può essere elegante, speziata,
intensiva e/o senza fine, costituisce un ruolo fondamentale nelle
selezioni al MIWF;
- durante le degustazioni della commissione di assaggio del MIWF,
succede spesso che il vino abbia un gusto “svanito” o di odore di
sherry e che questo sia dovuto ad una concentrazione elevata di acetaldeide che deriva come prodotto secondario dalla fermentazione alcolica tramite ossidazione dell’alcol etilico;
- in Italia esistono più di 1000 vitigni autoctoni,
cioè vitigni che da oltre 100 anni hanno la loro origine nel territorio
dove hanno trovato il loro habitat ideale che vengono a tutt’oggi
coltivati tradizionalmente. In Italia sono iscritti al registro
nazionale delle varietà di vite oltre 350 vitigni;
- il vitigno autoctono maggiormente coltivato in Italia è il Sangiovese
con il 12% alla produzione totale, a seguire il Cattarato Bianco
Siciliano, Trebbiano Toscano, Montepulciano e Barbera;
- Abouriou Noir è un vitigno autoctono della Côtes-du-Marmadais della Francia;
- il DNA del vitigno autoctono più vecchio, ancora oggi esistente in
Georgia, il Rkatsiteli, è simile al chicco d’uva più vecchio del mondo
(7000 anni);
- in tutto il mondo esistono più di 10.000 vitigni autoctoni;
- sotto il nome “astringenza”
si intende la sensazione di asciugamento delle mucose della bocca
dovuta alla presenza nei vini rossi dei tannini enologici, sostanze che
si legano alle proteine della saliva;
- l’arresto dell’attività fermentativanei lieviti del mosto si chiama blocco della fermentazione e serve
soprattutto per mantenere il residuo zuccherino necessario per la
produzione di vini amabili e dolci;
- prima di ogni assaggio di vino bisogna avvinare il calice togliendo con l’acqua eventuali aromi.
- tutte le degustazioni per la selezione dei vini del Merano International WineFestival avvengono alla cieca?
Si tratta di una degustazione in cui non vengono palesati parametri del
vino o solamente pochissimi quali l'annata o la provenienza geografica.
- una delle viti più antiche del mondo, le cui uve vengono vendemmiate
con un taglio della vite e vendemmia rituali, è la varietà Modra Kavčina o Žametna črnina (Blauer Kölner)?
- un vino può avere delle note balsamiche,
ovvero un profumo e un sapore tipicamente resinosi, nobilmente
amarognoli, con sfumature che comprendono quercia, eucalipto, miele,
pino, mirra, sandalo, abete, ginepro, incenso e cedro?
- le botti barricate con un volume di circa 225 litri, rilasciando profumi e sapori del legno nel vino, lo aromatizzano?
- il delicato aroma di mandorle amare,
presente in molti vini italiani definiti “amarognoli” è voluto? Può
tuttavia accadere che un errato dosaggio del ferrocianuro di potassio,
utilizzato nel trattamento di demetallizzazione, porti a
caratteristiche organolettiche indesiderate quali un eccessivo aroma di
mandorla amara. Un test per palati fini!
- Cassis (ribes nero, in francese) è una tipica
nota aromatica del Cabernet Sauvignon, del Sauvignon blanc e di giovani
vini della Franconia;
- il metodo Charmat indica
un procedimento usato per la produzione degli spumanti, nel quale la
seconda fermentazione avviene in un serbatoio presurizzato e tale
procedura viene definita anche metodo di spumantizzazione rapida;
- la Chaptalisationè un metodo di vinificazione che prende il nome da Chaptal, l’
inventore dello zuccheraggio, la cui applicazione porta un netto
innalzamento del tenore alcolico. Verso la metà del XIX secolo in
Germania Ludwig Gall sostituirà quest’espressione con il termine
“Aufbesserung” che potremmo tradurre con “valorizzazione“ o
“miglioramento”.
- Cagnulari è un vitigno
autoctono sardo, che si trova soprattutto nella zona della provincia di
Sassari, il cui vino DOC si chiama Alghero Cagnulari;
- Cuvéederiva dal francese „cuve“ (che significa fermentatore) e oggi è
sinonimo soprattutto dei termini quali taglio, marriage o mélange. Con
ciò si intende sia la maturazione in torchi comuni, che la
fermentazione di diversi vitigni in un unico fermentatore, al fine di
produrre vino o spumante, oppure per tagliare successivamente partite
di vino provenienti da vitigni o viti madri diverse. Il vino così
ottenuto viene anch’esso definito Cuvée, mentre in Francia lo chiamano
assemblage. Nella produzione dello champagne è il primo mosto che
scorre dal torchio – quello qualitativamente più pregiato – ad essere
denominato Cuvée e così anche i diversi imbottigliamenti portano lo
stesso nome. Ma attenzione: nella lingua francese ogni vino,
imbottigliato separatamente e proveniente da un determinato vitigno, si
definisce Cuvée.
- i chips rappresentano oggi
un’alternativa meno costosa, rispetto all’invecchiamento in barrique.
Ai vini che stanno maturando nei serbatoi in acciaio si aggiungono
alcuni trucioli o briciole di legno di quercia onde ottenere la tanto
apprezzata nota “barriquata”. Negli Stati Uniti ed in Australia i chips
si usano più frequentemente rispetto a quanto avviene in Europa.
L’attuale legge dell' UE ne consente comunque l’utilizzo anche da noi.
Sotto il profilo del sapore tra chips e "barrique autentico" la
differenza è pressoché impercettibile. Tuttavia sembra che i chips non
riescano a sostituire in toto l’invecchiamento in barrique, poiché
pregiudicano la sostenibilità e la longevità del vino, provocandone un
decadimento più veloce.
- dégorgement è un termine francese che significa
“sboccatura”. Nella produzione di spumanti metodo classico, la
sboccatura viene effettuata dopo la periodica rotazione e inclinazione
delle bottiglie poste sulla pupitre (remuage) per eliminare il deposito
formatosi nella bottiglia durante la presa di spuma. Il collo delle
bottiglie capovolte viene immerso in una soluzione congelante (méthode
à la glace) che provoca il congelamento di ca. 2 cm di vino e forma un
ghiacciolo. Togliendo il tappo provvisorio la pressione interna espelle
il ghiacciolo che incorpora le fecce.
- dosaggio - È
la fase sucessiva al “dégorgement“. La bottiglia viene rincalzata con
un particolare sciroppo di vino e zucchero (sciroppo di dosaggio), che
determinerà le caratteristiche dello spumante. A seconda della miscela
utilizzata, lo spumante prodotto rientra in una delle seguenti
categorie:
Extra Brut, zuccheri compresi tra 0 e 6 grammi/litro
Brut, zuccheri inferiori a 15 grammi/litro
Extra Dry, zuccheri compresi tra 12 e 20 grammi/litro
Dry o sec, zuccheri compresi tra 17 e 35 grammi/litro
Demi-sec, zuccheri compresi tra 33 e 50 grammi/litro
Doux, zuccheri superiori a 50 grammi/litro
- muffa nobile- Si sviluppa sull’uva e provoca un processo di sovramaturazione degli
acini con l’aumento della concentrazione zuccherina e lo sviluppo di
aromi complessi e particolari. Queste muffe vengono utilizzate
soprattutto nel “Burgenland“ in Austria e nel “Sauternes“ in Francia.
- Eiswein -
è un particolare vino dolce che viene prodotto soprattutto in Austria,
Germania e Nord America. L’azione del gelo disidrata il frutto e
permette una concentrazione dei succhi, intensificando così gli aromi
ed i profumi del vino ottenuto. In Austria e Germania, a partire dalla
vendemmia dell’anno 2004, per ottenere la denominazione di Eiswein le
uve possono essere raccolte solamente se la temperatura è inferiore a
-7 gradi C° per un periodo di tempo di almeno 24 ore.
Non può essere utilizzata la crioestrazione, tecnica che consente di
riprodurre in ambiente artificiale (freezer) le condizioni che si
verificano in natura. Questo procedimento è invece permesso in Nord
America.
- la filtrazione è la tecnica di separazione meccanica delle particelle presenti in sospensione nel vino mediante l’uso di filtri.
- l’acidità volatile è spesso presente nel vino in
forma evaporabile; è costituita perlopiù da acido acetico ed, essendo
percepibile all’olfatto, può influenzare negativamente una prima
valutazione;
- i difetti di fermentazione sono
quelli imputabili alla cattiva gestione dei processi fermentativi e
possono compromettere negativamente la qualità del vino. Presupposto
principale di un vino di qualità è infatti la fermentazione
controllata, che consente di trasformare gli zuccheri del succo d’uva
in alcol etilico; poiché tuttavia durante tale processo si sviluppano
anche diversi prodotti primari e secondari, come per esempio l’estere e
la glicerina, è assolutamente importante effettuare una corretta
filtrazione del mosto che consenta di eliminare torbidità dovute a
particelle in sospensione;
- il Gellewza è uno
dei principali vitigni autoctoni di Malta. Pare coincida o sia
quantomeno imparentato con il vitigno italiano Mammolo, che viene
aggiunto al Nobile di Montepulciano e anche al Chianti;
- i lieviti sono
dei microrganismi unicellulari della famiglia dei miceti. I lieviti
sono responsabili delle fermentazioni, cioè della trasformazione degli
zuccheri presenti nel mosto d’uva prevalentemente in alcol (etanolo) e
anidride carbonica. I lieviti indigeni (o selvaggi) sono presenti in
modo naturale sulla buccia dell’uva; ai fini della fermentazione
possono essere tuttavia anche utilizzati i cosiddetti lieviti
selezionati. A fermentazione conclusa le cellule morte dei lieviti si
depositano sul fondo;
- gli ibridi non sono
ammessi dalla normativa dell’Unione Europea per la produzione del vino
di qualità. Gli ibridi sono il prodotto dell’unione di due specie
eterogenee, mentre gli incroci derivano dall’unione di due vitigni
della stessa specie;
- l’Irxenwein è un tipo di
vino spiccatamente acidulo prodotto in Austria utilizzando l’uva
asprigna con acini piccoli e perlopiù verdi che si sviluppa dai tralci
laterali (“Irxen”), che crescono partendo dalle ascelle delle foglie.
In alcune regioni dell’Austria le “Irxen”, oltre ad indicare i tralci
laterali, indicano anche delle creature fantastiche delle vigne, in
onore delle quali si organizzano delle feste durante le quali si beve
appunto l’Irxenwein;
- Imperiale è la
denominazione in uso a Bordeaux per indicare una bottiglia di grandi
dimensioni con una capacità di sei litri, ossia equivalente a otto
bottiglie regolari. Nello Champagne una bottiglia di uguali dimensioni
si chiama Matusalemme ed è usata per il vino spumante.
- Inzolia è un vitigno bianco coltivato in Sicilia
che all’Isola d’Elba prende il nome di Ansonica. La caratteristica di
questo vino è un intenso profumo di noce;
- il Jungfernwein (“Jungfer“ = vergine) è il primo vino prodotto da una vite giovane;
- Jeroboamè la denominazione di un bottiglia di champagne di grandi dimensioni
con una capacità di tre litri, ossia l’equivalente di quattro bottiglie
regolari. Jeroboam fu il primo nome biblico assegnato a bottiglie di
grandi dimensioni. Nella regione di Bordeaux una bottiglia di questo
tipo viene chiamata Doppio Magnum e quindi confonde il fatto che a
Bordeaux Jeroboam indichi bottiglie con una capacità di quattro litri e
mezzo, ossia l’equivalente di sei bottiglie normali. Per lo champagne
una bottiglia di queste dimensioni si chiama Rehoboam;
- la fermentazione a freddoè una fermentazione condotta ad una temperatura tra i 10 e i 15 gradi e
quindi rallentata da una minore riproduzione dei lieviti. Ciò consente
di esaltare gli aromi primari del vino, soddisfando l’attuale richiesta
di vini giovani e fruttati;
- i tappi di sugherovenivano utilizzati già nell’antichità da Assiri, Egizi e Greci, che
tuttavia per sigillare le loro anfore usavano perlopiù tappi di
terracotta fissati con dello spago e chiusi ermeticamente con lacca,
argilla o pece. Catone il Vecchio (234-149 a.C.) scrive che dopo la
fermentazione le anfore di vino devono essere sigillate con con sughero
e pece. Se ne deduce che gli antichi romani già nel secondo secolo
avanti Cristo conoscevano questa tecnica di chiusura, che però cadde
nell’oblio dopo la caduta dell’Impero. Un vino “sa di tappo” quando il
sughero sviluppa un composto chimico reponsabile di quella particolare
sensazione olfattiva;
- il corpo di un vino è
caratterizzato dai circa 500 elementi e sostanze che lo compongono
(come i tannini, gli zuccheri residui, l’acidità). Purtroppo viene
spesso confuso con la gradazione alcolica. Un vino corposo non deve
necessariamente essere caratterizzato da un’alta gradazione alcolica,
bensì deve essere ricco di estratti. I vini di alta qualità sono
caratterizzati da uno spiccato equilibrio tra il corpo, i tannini e
l’acidità, che in fase di invecchiamento gli conferisce la sua
eleganza;
- i sedimenti cristallini sulla parte
inferiore del tappo o sul fondo della bottiglia sono cristalli di
bitartaro di potassio; non hanno alcun sapore, non alterano il vino,
non implicano alcun difetto né determinano alcuna caratteristica
qualitativa. La loro presenza indica soltanto che durante il processo
di vinificazione non è stata effettuata, o è stata insufficiente, la
stabilizzazione chimica o fisica.
Da http://www.meranowinefestival.com/it-IT/glossarioit.html