Adriano Grimaldi

Glossario 2

Glossario II

 

di Gourmet’s International, proposto dal Presidente Helmuth Köcher, l’esperto per eccellenza!

Sapevate che:

- per la produzione di vino khasher l’uva può essere raccolta solo a partire dal 4° anno evitando le viti più giovani. Prima della vendemmia è inoltre prevista una pausa di due mesi, durante la quale è vietata la concimazione organica. Non è ammessa l’aggiunta di enzimi e batteri e il processo di fermentazione viene attivato solo dai batteri presenti sulla buccia. Per la vinificazione non è consentita l’aggiunta di gelatina, caseina e sangue di bue. Ai fini della chiarificazione possono essere utilizzati solo bentonite e filtri in cellulosa. Il vino deve essere imbottigliato in bottiglie nuove e pulite che non possono essere riutilizzate. Durante il settimo anno (anno sabbatico) vi è l’obbligo di astenersi dalla raccolta delle uve e le viti devono rigenerarsi per via organica. L’1% della produzione vinicola deve essere ceduto ai poveri e non può essere venduto. Tutte le fasi della produzione devono inoltre rispettare in generale i precetti della Halacha, vale a dire il complesso delle norme codificate della religione ebraica; durante il Sabbat, per esempio, non può essere svolto alcun lavoro ed è proibito far crescere altre piante tra i filari del vigneto (divieto di colture promiscue).
- con l’espressione vino di cultosi intende un vino di altissima qualità. Al di là di questo non esistono però criteri universalmente validi in merito a origine, tipologia o procedimenti di vinificazione. I vini da collezione vengono spesso prodotti in “edizione” limitata e sono estremamente costosi.
- la macerazione carbonica(conosciuta in tedesco come Ganztrauben-Maischung e in inglese come cell-cracking) è una particolare tecnica di vinificazione dei vini rossi. Venne scoperta in Francia più o meno casualmente nel 1934. Un’équipe di ricercatori stava infatti studiando la possibilità di mantenere l’uva da tavola fresca per il maggior tempo possibile; a tal fine provò a conservarla in un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica ad una temperatura di 0 °C. Dopo due mesi i ricercatori constatarono che l’uva aveva cominciato a fermentare e decisero di vinificarla, ottenendo un vino che era più chiaro, più fruttato e con livelli tanninici molto più bassi rispetto al vino ottenuto con la tradizionale macerazione sulle bucce. Se in un contenitore chiuso è presente anidride carbonica ha luogo una fermentazione del tutto particolare alla quale concorrono i lieviti.
- la termovinificazione o macerazione a caldo è una variante del processo di produzione di vini rossi che consente di ottenere un’estrazione del maggior quantitativo possibile di fenoli (sostanze coloranti e tannini) dalle bucce. Il riscaldamento ossia il trattamento termico delle bucce porta in breve tempo alla distruzione della membrana cellulare degli acini e alla rapida cessione delle sostanze coloranti. Questo procedimento si utilizza per lo più per la produzione di vini rossi di pronta beva o nel caso di uve botrizzate per recuperare il colore perduto. La termovinificazione può essere condotta con diverse tecniche e a diverse temperature.

- la micro-ossigenazione o microbullage è una tecnica relativamente nuova impiegata nella vinificazione e consiste nell’immissione opportunamente calibrata di aria o meglio di ossigeno puro al vino nella fase di affinamento allo scopo di ottimizzare il colore e le caratteristiche sensoriali e gustative. Pur avendo ormai preso piede il concetto di “micro-ossidazione”, occorre puntualizzare che il termine corretto è “micro-ossigenazione”, dal momento che non si tratta di un’ossidazione in senso stretto. Ossigenazione significa aggiunta o saturazione di ossigeno;
- la fermentazione malolatticaindica il processo di trasformazione dell’acido malico nel più delicato acido lattico (dal latino malum = mela e lac = latte). Il processo è detto anche “seconda fermentazione” e benché durante lo stesso si sviluppi anche anidride carbonica, non si tratta di una vera e propria fermentazione. Fino alla fine del XIX secolo era opinione comune tra gli esperti che si trattasse di una sorta di seconda fermentazione finché il dottor Wenzel Seifert (1862-1942), enologo presso la scuola di viticoltura dell’abbazia di Klosterneuburg nei pressi di Vienna riuscì ad identificare un microrganismo capace di ridurre l’acidità e che battezzò “micrococcus malolacticus”;
- nel 1994 l’Unione Europea ha regolamentato mediate apposita normativa la dizione Metodo champenoise per indicare il procedimento di produzione dello champagne. Da allora solo un vino spumante prodotto con questo metodo e in base ad un ben preciso disciplinare nella regione della Champagne può fregiarsi di questa denominazione. Al di fuori della Champagne il metodo di produzione di uno spumante mediante fermentazione in bottiglia si chiama “Méthode classique”; la stessa dizione viene utilizzata anche in altri paesi, come per esempio la Germania e l’Austria, mentre in Italia si parla di “Metodo classico” e in Sudafrica di “Méthode cap classique”;
- Monica è un vitigno rosso coltivato in Sardegna e può essere anche indicato con i sinonimi Monaca, Monica Nera, Monica Sarda, Monica di Spagna, Monicle, Monika, Monique, Munica, Nectarea, Niedda, Pascale Sardu e Uva Monaca. La sua origine è controversa ma pare provenga dalla Spagna e pare sia fortemente imparentato con l’uva nera Mission della California. Il nome deriva probabilmente dai monaci Camaldolesi a cui si deve la diffusione sull’isola. Mentre intorno al 1990 si contavano ancora 6.000 ettari di superficie coltivata con questo vitigno, oggi se ne contano appena 3.000. Esigue quantità se ne coltivano anche in Francia e in Tunisia. Il vitigno, assai produttivo e a maturazione tardiva, dà vini rossi di colore intenso;
- il Metodo Charmat (detto anche Metodo Martinotti per via di una disputa sulla paternità o metodo in autoclave) è un metodo di spumantizzazione assai diffuso, messo a punto dall’enologo francese Eugène Charmat nel 1907 presso l’Università di Montpellier (Linguadoca) e ampiamente praticato a partire dal 1910. Il metodo prevede che la seconda fermentazione avvenga non in bottiglia bensì in autoclave.

- Nasco è un vitigno a bacca bianca autoctono della Sardegna, impiegato per esempio per produrre i vini della DOC Nasco di Cagliari. Fornisce vini bianchi delicati e gradevoli. Sinonimi possono essere Nasco Bianco, Nasco di Sardegna, Nascu, Nusco, Ogu de Aranna e Resu. 
-  la definizione sentore di nocciola indica una determinata caratteristica olfattiva e gustativa nell’ambito della descrizione di un vino. I vini con questa caratteristica sono dotati di una tipica nota di noce o nocciola. Si tratta di una peculiarità frequente nei vini invecchiati della Borgogna, di Neuburger e di Frühroter Veltliner nonché i Porto e gli Sherry. Se la nota è molto marcata con uno sgradevole gusto amarognolo e penetrante si tratta invece del difetto detto “tono maturo”.
- la definizione occhio di perniceallude al colore chiaro, rosa salmone tipico di un vino rosé o di vini vinificati in chiaro. Tale dizione viene utilizzata spesso come attributo aggiuntivo del Vin Santo. La definizione francese Oeil de perdrix ha il medesimo significato.
- il grado Oechsle(o Oechsle o Oe) è un’unità di misura che indica il peso del mosto d’uva e che deve il suo nome a Christian Ferdinand Oechsle (1774-1852). La densità del mosto d’uva descrive il peso specifico (densità) del mosto, che è sempre maggiore a 1,0 (acqua); la differenza è data principalmente dal contenuto zuccherino nel mosto, il che consente di determinare indirettamente il potenziale contenuto alcolico del vino. La misurazione viene effettuata per mezzo di un areometro (o densimetro), di un picnometro (strumento usato per la misurazione della densità di liquidi o solidi) o di un rifrattometro (usato per la misurazione della rifrazione della luce). In Germania e in Austria il peso del mostro costituisce un importante criterio di qualità in base al quale un vino viene in parte già classificato per mezzo della percentuale zuccherina presente nel mosto. 
-  l’invecchiamento ossidativoè un metodo di vinificazione che prevede una ossidazione controllata e calibrata durante la fase fermentativa. Tale pratica viene per esempio applicata per alcune varianti di Sherry, Porto, Madeira o anche per certi vini. Nel caso in cui l’invecchiamento ossidativo non sia ammesso o sia ammesso in misura assai limitata si parla di invecchiamento riduttivo. 
-  la viticoltura ecologica (o biologica o biologico-organica) indica la somma di particolari metodi di produzione vitivinicola che danno grande peso alla tutela dell’ecosistema. L’obiettivo è quello di salvaguardare la natura mediante un impiego minimo di sostanze chimiche sia durante le fasi di coltivazione della superficie vitata sia durante tutti i processi produttivi precedenti e successivi. Il risultato è un cosiddetto vino biologico o ecologico, ma la dicitura corretta dovrebbe essere “vino da agricoltura biologica” o “vino da agricoltura ecologica”.

- la pastorizzazione è il noto procedimento – che deve il nome al suo scopritore, il chimico francese Louis Pasteur (1822–1895) – utilizzato per eliminare da alimenti liquidi microrganismi patogeni o dannosi come lieviti, batteri e muffe. Sottoposti a processo di riscaldamento, gli alimenti vengono resi sterili e conservabili a lungo. Variabili a seconda dell’alimento sono sia la temperatura (da 60 a 95 °C) e la durata del trattamento (da alcuni secondi fino a 30 minuti). Le vitamine rimangono perlopiù inalterate eccetto la vitamina C. La pastorizzazione viene utilizzata anche per la produzione di succo d’uva e di vini con poche pretese. Il liquido viene portato alla temperatura di 85° per circa un minuto e poi rapidamente raffreddato.
- il sudore di cavalloè quel particolare odore e sapore di cui sono responsabili due composti chimici (l’etilfenolo e l’etilguaiacolo) prodotti da un lievito che ha il nome di Brettanomyces. Per indicare questo odore vengono utilizzati anche vari sinonimi, per cui si dice tra l’altro sentore di sottosella, di cuoio, di cuoio bagnato, di pelo bagnato, di cerotto, di medicina, di cane bagnato (in inglese wet dog), di scuderia, di fenoli, di calzini sudati, di catrame, di selvatico. La dovizia di definizioni dimostra che in passato questo difetto del vino non era sempre opportunamente riconosciuto. Solo grazie alle analisi chimiche è stato possibile ricondurre tutte queste note anomale ad un’unica causa, ossia all’intervento di un unico microrganismo.
- una degustazione alla ciecadovrebbe iniziare sempre con un vino da riferimento (misurazione) che funge per così dire da unità di misura o da parametro per tutti gli altri vini che si andranno a degustare e valutare. Poiché il punteggio ad esso attribuito servirà ai degustatori come valore di riferimento, occorre che esso venga servito e assaggiato più volte in corso di degustazione. Purtroppo si tratta di una procedura seguita troppo di rado.
- i fenoli sono una grande ed importante classe di composti chimici organici altamente reattivi di cui il fenolo è il capostipite. I fenoli cono per lo più composti aromatici e gradevoli presenti nelle uve a bacca rossa molto più che in quelle a bacca bianca, e soprattutto nelle uve mature. Se giovani i fenoli conferiscono un sapore aspro e pungente, mentre durante l’invecchiamento in bottiglia si dissolvono depositandosi sul fondo. Nei vini bianchi secchi i fenoli costituiscono una presenza perlopiù sgradita.
- la filossera è un afide parassita della vite che, cibandosi delle radici della vite, ne provoca la morte entro un massimo di tre anni. Detta anche la peste o il flagello del vino, nella seconda metà dell’800o colpì quasi tutti i vigneti d’Europa e intorno al 1970 si abbatté sulla California.

- la potatura della vite è un elemento della massima importanza ai fini della qualità di un vino. Senza questa operazione infatti la pianta prolifererebbe in modo incontrollato e le gemme produrrebbero ogni anno nuovi rami che andrebbero a sovrapporsi gli uni sugli altri, mentre le parti basse tenderebbero a lignificarsi. Una potatura eseguita a regola d’arte assicura per contro un rapporto equilibrato tra produttività e sviluppo della vite.
- l’invecchiamento riduttivo è un processo di affinamento del vino che avviene in autoclave a tenuta di pressione (quasi) in assenza di ossigeno. Questo procedimento consente di ottenere vini con un intenso buoquet di uva e di fermentazione con aroma fruttato che solitamente vengono imbottigliati giovani. L’invecchiamento ossidativo avviene invece in botti chiuse, dove il vino riceve piccole quantità di ossigeno in maniera costante nel tempo. Con la definizione invecchiamento riduttivo (o affinamento in bottiglia) si intendono talvolta anche le complesse modificazioni chimiche che avvengono durante l’invecchiamento in bottiglia di un vino.
- il rifrattometro è uno strumento di misura ottico che in base al principio della rifrazione della luce misura la concentrazione di liquidi o di parti solide. In viticoltura si utilizza per misurare il contenuto zuccherino nel mosto e quindi il potenziale contenuto di alcol già nell’uva. I relativi valori vengono espressi in gradi Öechsle (°Oe) in Germania, mentre altrove le scale di lettura sono espresse tramite altre unità di misura (p.es. brix, babo, KMN).
- Rehoboam è la denominazione di una bottiglia di champagne di grandi dimensioni (detta anche Rehobeam) con una capacità di quattro litri e mezzo ossia l’equivalente di sei bottiglie normali. Confonde il fatto che nella regione di Bordeaux una bottiglia di queste dimensioni venga invece chiamata Jeroboam (Jerobeam) e utilizzata per vini fermi. La bottiglia deve il nome al re figlio di Salomone che occupò il trono di Israele tra il 932-910 a.C. Durante il regno del suo successore Jeroboam avvenne lo scisma delle tribù del nord che portò alla fondazione del regno d’Israele. Cfr. la voce Jeroboam 
-  il vino sfuso è una definizione utilizzata per il vino non lavorato dopo la fermentazione che tuttavia non gode di riconoscimento ufficiale. Le grandi aziende produttrici utilizzano talvolta anche l’espressione “merce grezza“ per indicare il vino non lavorato e fornito in autocisterne.

- il Ruster Ausbruch è il famoso vino bianco dolce austriaco prodotto con uve lasciate appassire fino a divenire quasi uva passa dopo aver subito l’azione della muffa nobile. Il Ruster Ausbruch ha ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita e vanta una tradizione antichissima, poiché venne “inventato” già durante la metà del XVI secolo. Con atto ufficiale del 3 dicembre del 1681 il parlamento di Ödenburg (Sopron) elevò la borgata di Rust a libera città. Come contropartita i cittadini di Rust dovettero versare all’imperatore Leopoldo I (1640-1705) un compenso in “oro puro e liquido”, vale a dire l’astronomica somma di 60.000 fiorini e la vendemmia di un’intera annata pari a 500 secchi (ossia 30.000 litri) di Ruster Ausbruch. Oggi viene prodotto con diverse uve bianche come per esempio Chardonnay, Furmint, Moscato bianco, Riesling italico e Pinot bianco.
- il Sabrage è una antica tecnica per “aprire a spada” una bottiglia di Champagne, che si dice sia stata inventata da Napoleone (1769-1821). Con una apposita sciabola si “decapita” il collo della bottiglia con un gesto deciso in modo che la rottura sia netta e non vi siano schegge. La parola “sabrage” deriva dalla parola francese “sabre”, che significa appunto spada, sciabola.
- acido è uno dei sei sapori che il nostro sistema gustativo è in grado di riconoscere, oltre al dolce, al salato, all’amaro, al grasso e, scoperta relativamente recente, all’umami, cioè la percezione del glutammato. Il sapore acido viene percepito prevalentemente sui bordi mediani della lingua. La nota acida di un vino dipende tuttavia fortemente dalla temperatura dello stesso nonché dai diversi tipi di acido. L’acido lattico per esempio è uno dei più delicati, l’acido acetico ha una nota più astringente mentre l’acido malico è decisamente il più pungente. Un vino aspro o asprigno è un vino con un grado di acidità troppo marcato e percepito come difetto. 
-  la solforazioneè il più antico metodo di conservazione del vino. L’efficacia dello zolfo era infatti già nota ai Greci nell’800 a.C. e Omero ne dà testimonianza nell’8° secolo a.C. Fino al 17° secolo la solforazione era considerata alla stregua di una pratica segreta, di un “arcano”, nota solo a pochi eletti e inaccessibile ai più. Nel 15° secolo venne introdotto il divieto di aggiungere zolfo al vino e i trasgressori venivano duramente puniti. Una pietra miliare nella storia della vinificazione europea è per contro il permesso di solforare il vino emanato da Massimiliano I (1459-1519).

- il sangue di toro ha a che fare con la viticoltura ungherese? E precisamente con l’Egri Bikavér, il vino rosso più noto della zona vitivinicola di Eger, in Ungheria. “Bikáver” significa sangue di toro. Il nome di questo vino deriva da una leggenda del XVI secolo. Pare che durante un assedio dei Turchi alla fortezza di Eger, i Magiari, impegnati nel respingere l'attacco nemico, bevessero ingenti quantità di vino rosso per farsi coraggio. La leggenda narra che quando i Turchi si trovarono di fronte i guerrieri Magiari con le loro barbe e gli abiti vistosamente macchiati di rosso, pensarono che la loro ferocia e abilità nel combattimento fossero dovute al fatto di avere bevuto sangue di toro e, spaventati, se la dettero a gambe. Il vino viene prodotto in diverse varianti da uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Kadarka, Kékfrankos (Franconia Nero), Kékoporto (Portoghese Nero).
- la sottoscrizione è la prenotazione o più precisamente l’impegno ad acquistare un determinato vino ancora prima dell’imbottigliamento o addirittura, in casi eccezionali, ancor prima della vendemmia (dal francese sur souche: dal tralcio, dalla vite)? Si tratta di un modo per assicurarsi l’acquisto a prezzo vantaggioso di vini di grande qualità. La sottoscrizione è diffusa in periodi di grande richiesta di annate particolarmente pregiate e preziose nel caso soprattutto di vini Cru Classè di Bordeaux.
- strohwein (in tedesco letteralmente “vino di paglia”, ossia appassito sulla paglia)
è il nome attribuito ad un vino dolce ricavato da uve appassite; questo tipo di vino veniva prodotto già nell’antichità. Il procedimento differisce per qualche particolare nelle diverse zone e paesi di produzione, ma fondamentalmente si tratta di uve provenienti da una raccolta tardiva e messe ad essiccare per alcuni mesi su stuoie di paglia o di canne.
- Super Tuscanè la definizione non ufficiale utilizzata per vini da tavola toscani di particolare pregio che mettono in discussione, grazie al semplice fatto di esistere, i limiti troppo rigidi dei disciplinari DOC. Poiché alcuni di questi vini hanno superato qualitativamente addirittura alcuni DOCG, è stata introdotta la dicitura IGT (Indicazione Geografica Tipica) che, sulla scorta dell’esempio di Paesi come Francia, Spagna o Germania, ha consentito di commercializzare eccellenti vini da tavola controllandone la provenienza. La Maremma, che non era particolarmente conosciuta come zona vinicola, deve la sua fama a questa innovazione di carattere legislativo.
- vino acido (sur-igel) è una caratteristica negativa del vino perché descrive un grado di acidità troppo elevato e quindi percepito come sgradevole.