I feudatari
che si succedettero nella Signoria del Casale furono:
1) Giovanni Battista Carafa, dal 1564 al 1568, iniziò la
costruzione del palazzo baronale, con annesso castello a quattro torri; fu uomo
duro verso i suoi sudditi;
2) Cesare Caudapia, dal 1568 al 1570, finì la costruzione
del palazzo baronale e invitò gli abitanti di Civitate, che lo avessero voluto,
a trasferirsi nel nuovo feudo;
3) Cesare Gonzaga, dal 1570 al 1575, incrementò
l’agricoltura, la pastorizia e l’edilizia e aumentò la popolazione con l’incremento
di sessanta famiglie albanesi, provenienti da Civitate e di altre famiglie che
risiedevano nel casale di Terra Maggiore;
4) Andrea Gonzaga che tenne il feudo dal 1575 al 1579;
5) Ferdinando Gonzaga divenne Signore del casale dal 1579
al 1628, incrementò l’edilizia e l’artigianato oltreall’agricoltura, poi a seguito del violento
terremoto che distrusse il 70% delle case lo vendette a
6) Carlo Maffei che ne fu proprietario dal 1629 al 1636
quando lo passò a
7) Giovanni Antonio Yvagnes,che lo tenne fino al 1640
rivendendolo ad
8) Andrea Gonzaga, che lo possedette fino al 1653, l’anno
stesso in cui divenne padrone lo ricostruì completamente ricavandoci di sopra,
con quello che dovevano pagargli i cittadini a cui la casa era stata ricostruita;
9) Francesco Gonzaga, succedette al padre Andrea e resse
il casale fino al 1668;
10)Vincenzo
Gonzaga, fratello di Francesco possedette il casale per alcuni anni e, per pagare i debiti che i Gonzaga avevano accumulato con gli Imperiale, lo passò a
11) Enrico Imperiale, principe di
Santangelo che lo tenne fino al 1728 vendendolo a
12) Cornelia Pallavicini che lo amministrò
fino al 1751anno in cui il nuovo
proprietario fu
13) Don Placido Imperiale che lo possedette
dal 1751 al 1783, durante questi anni, con una colonia albanese, fondò il casale di Pogio Imperiale. Gli succedette
14) Giulio Imperiale, figlio di Placido che
lo tenne fino alla sua morte, avvenuta nel 1779. Ereditarono il contado
le sorelle
15) Angela e Giuseppina Imperiale, figlie
di Giulio, che lo possedettero fino al 1812, gestendo il governo civile e politico.
Nello stesso anno, una speciale commissione
regia, divise il territorio agricolo del Comune, assegnandogli 2000 ettari come
demanio comunale, dei rimanenti una porzione fu data alla curia e altri furono distribuiti a cittadini
bisognosi che da allora, su di essi, furono assoggettati all’imposta dei famosi
canoni antichi che si pagano tuttora. Terminava così, legalmente, il
feudalesimo oppressivo nei riguardi dei cittadini, ma effettivamente esso
terminò con la costituzione del Regno d’Italia.