Torremaggiore

Torremaggiore è un comune di 16.979 abitanti della provincia di Foggia.

Sorge su una collina, a 169 metri sul livello del mare, ed è noto per il vino e l'olio. Trae origine da un antico monastero benedettino dedicato a san Pietro e dall’annesso casale denominato Terra Maioris.


Storia e cittadini illustri
Antica veduta di TorremaggioreLa storia della cittadina pugliese è strettamente legata a quella del borgo medievale di Fiorentino. I ruderi di Fiorentino si trovano in agro di Torremaggiore, a circa dieci chilometri dall'abitato, sulla strada provinciale San Severo-Castelnuovo della Daunia, e sono interessati, da diversi anni, da campagne archeologiche. Fiorentino, borgo bizantino di frontiera, fu edificato a opera del catapano Basilio Boiohannes intorno al 1018. In seguito, esso cadde sotto il controllo normanno, poi svevo, quindi angioino e finalmente aragonese. Fiorentino è passato alla storia perché vi è spirato l’imperatore Federico II di Svevia, deceduto nella domus del borgo il 13 dicembre 1250. Nel 1255 il borgo fu attaccato dalle truppe di papa Alessandro IV, nemico degli Svevi, e gli abitanti si rifugiarono presso l'abbazia benedettina di san Pietro. L’abate Leone permise loro di fondare un nuovo borgo, denominato Codacchio. La fusione degli abitanti del casale coi profughi di Fiorentino e di Dragonara, altro borgo distrutto, diede vita a Terra Maioris, l'odierna Torremaggiore.

Per diversi secoli, Torremaggiore fu feudo dei signori di Sangro, principi di Sansevero e duchi di Torremaggiore. Il devastante terremoto che il 30 luglio 1627 distrusse San Severo, rase quasi completamente al suolo anche Torremaggiore.

Torremaggiore Veduta del castello del principe Di SangroIl più noto dei di Sangro è senz’altro Raimondo, il principe scienziato. Nato nel castello di Torremaggiore nel gennaio 1710, fu dapprima colonnello del Reggimento Capitanata, successivamente si dedicò all’alchimia, al perfezionamento dei fuochi pirotecnici, all’ideazione e costruzione di impianti scenografici per gli spettacoli allestiti presso la corte napoletana, alla stesura di manuali di strategia bellica, all’invenzione di armi da fuoco, di un tessuto impermeabile e del cosiddetto lume eterno; fece studi di chimica e fisiologia; con l’aiuto di un anatomista costruì le macchine anatomiche, manichini che riproducono il sistema circolatorio sanguigno. Con la collaborazione dello scultore Giuseppe Sanmartino e di altri artisti, ristrutturò e arricchì la Cappella Sansevero a Napoli, adornandola di sculture particolarmente suggestive, tra le quali il celebre Cristo velato, facendone non soltanto uno scrigno d'arte ma anche un tempio per iniziati alla Massoneria. Don Raimondo morì a Napoli nel marzo 1771.


Torremaggiore Veduta del castello del principe Di SangroTorremaggiore ha dato i natali anche al musicista Luigi Rossi (1597-1653), che contribuì al rinnovamento del melodramma e creò il genere della cantata da camera, ottenendo successo e fama a Roma e presso la corte di Parigi.

Torremaggiorese era Nicola Sacco (1891-1927), l’immigrato italiano che con Bartolomeo Vanzetti fu ingiustamente giustiziato sulla sedia elettrica nel 1927 nel carcere di Charlestown (Massachusetts, USA). I due immigrati furono riabilitati dal governatore Michael Dukakis nel 1977.

Arte e monumenti

Torremaggiore Veduta del castello del principe Di SangroDi rilevante interesse storico è ilCastello dei duchi di Sangro: ampliato a più riprese intorno a un'originaria torre normanna, si è cristallizzato in forma rinascimentale. È caratterizzato da sei torri, quattro circolari e due quadrate. La solenne sala del trono è circondata da un ricco fregio ad affresco realizzato nel Seicento. Il piano ammezzato (ex Corpo di Guardia) ospita la mostra archeologica dei reperti di Fiorentino.

La chiesa matrice di san Nicola è stata costruita nel XIII secolo dai profughi di Fiorentino e Dragonara che fondarono il Codacchio. Distrutta dal terremoto del 1627, fu ricostruita e riaperta al culto nel 1631. L’armonioso interno, a tre navate, conserva un pregevole coro ligneo, un'ancona intagliata del XVII secolo con al centro il simulacro di san Nicola, tele di varie epoche e pietre funerarie.

La chiesa di santa Maria della Strada è la seconda parrocchia storica. Eretta nella prima metà del XVI secolo, è arcipretura dal 1593. L’interno, a navata unica, ha due cappelloni laterali, quello della Riconciliazione e quello del Sacramento. Nel tempio di venera il simulacro di san Sabino di Canosa, patrono principale della città, e si conserva un fonte battesimale in pietra del 1604.

Il santuario di Maria SS. della Fontana trae origine da una antica cappella rurale con annessa fontana pubblica, edificate intorno al 1000 dai benedettini di San Pietro. Originariamente era dedicata alla Madonna dell’Arco. Ristrutturata nel XVI secolo dal duca Gian Francesco di Sangro e successivamente, a spese dei fedeli, nel 1830 e 1894, assunse l’aspetto attuale, neoromanico, col rifacimento del 1916-1917 firmato da Ettore Lanzinger. Altri restauri furono eseguiti negli anni Settanta del Novecento. All’interno si custodisce un affresco, probabilmnte cinquecentesco, raffigurante la Madonna coi santi Francesco d’Assisi e Antonio di Padova, nonché il simulacro della Vergine, del 1897. La chiesa della Fontana è sede parrocchiale dal 1944.

La chiesa di sant'Anna (o del Rosario) fu eretta nel 1701 dal principe Paolo di Sangro quale sepolcreto di famiglia. Donata da Raimondo di Sangro alla confraternita del Rosario nel 1756, fu danneggiata da un incendio nel 1926 e restaurata dall'artista concittadino Vittorio Rotelli. Gli ultimi restauri risalgono al 1998. L'unica piccola navata, conclusa da uno scenografico presbiterio sopraelevato, custodisce i simulacri della Vergine del Rosario e del Cristo morto, quest'ultimo recato in processione il Venerdì Santo.

Chiesa della Madonna Addolorata (o del Carmine) è stata edificata nel 1730 su un terreno donato da Raimondo di Sangro. Era affidata ai Carmelitani, che alloggiavano nel convento adiacente, qui trasferitisi dalla località Carmine Vecchio. Nel 1836 la chiesa fu ceduta alla confraternita della Morte. La facciata, barocca, è adornata da quattro statue allegoriche, rappresentanti le tre virtù teologali e una cardinale. L’unica navata custodisce il simulacro della Madonna Addolorata, patrona della città, e un affresco del XVI secolo raffigurante la Vergine del Carmelo, ritrovato in località Pagliara Vecchia, oltre ai disegni del pittore locale Aurelio Saragnese.

La chiesa della Madonna di Loreto (o del Rito) fu edificata nel XVI secolo da immigrati albanesi. Distrutta dal sisma del 1627, fu ricostruita nel 1711 a spese della famiglia Manuppelli; il campanile è del 1939. All’interno si venera un'icona bizantina della Vergine Odeghitria ("che indica il cammino"), opera di Giovanni Tommaso Passeri (1571) realizzata su commissione della famiglia Tosches. Paliotto dell’altare maggiore è un bassorilievo tardoromanico raffigurante l’Annunciazione, forse proveniente da Fiorentino. Questa chiesa fu visitata da san Giuseppe Moscati.

La chiesa di santa Maria degli Angeli è annessa all’ex convento dei Cappuccini, oggi sede del presidio ospedaliero “San Giacomo”. Edificata nel 1628, all’interno conserva una grande tela raffigurante la Madonna col Bambino tra angeli e santi, opera del 1636.

La chiesa delle Sante Croci (o di san Matteo) fu costruita nel XVIII secolo. Riedificata tra il 1832 e il 1838, era preceduta da una teoria di 14 cappellette con croci, realizzate dal 1833 su invito di sant'Alfonso Maria de’ Liguori, che visitò Torremaggiore durante una missione evangelizzatrice. Le cappellette furono successivamente abbattute. Nel 1943 la chiesa fu affidata ai Frati Minori, che costruirono il vicino convento del Sacro Cuore.

Infine, le due parrocchie più recenti. La chiesa di Gesù Divino Lavoratore, inaugurata nel 1980, sorge nella zona dell’abbazia benedettina di san Pietro; l'architettura della chiesa richiama uno stabilimento industriale; il lunotto sul portale d'ingresso contiene un mosaico di Filippo Pirro. La chiesa dello Spirito Santo è stata consacrata il 7 giugno 2003; l’ampia aula liturgica ospita notevoli opere dell'artista Ernesto Lamagna.

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