I Normanni e Civitate

Fra le orde barbariche che invasero l’Europa dopo la fine dell’Impero romano, sono da annoverare anche bande di predoni provenienti dal nord conosciuti col nome di Vichinghi, assai progrediti dal punto di vista tecnico e navale che si spinsero verso l’Europa centrale, stanziandosi dovunque.

Fra loro vi era il popolo dei Normanni i quali avevano una tecnica marinara superiore a quella allora conosciuta,  e con le loro navi a chiglia bassa potevano attraversare anche i fiumi, sorprendendo e attaccando anche popoli lontani dal mare.

Sbarcati nella  Francia settentrionale vi si stabilirono stanzialmente. 

Nell’Impero carolingio, i Normanni incominciarono ad operare su larga scala ai primi anni dell'IX secolo, insediandosi alle foci dei grandi fiumi per poter meglio operare nelle loro continue scorrerie; alcuni  si spinsero anche nel Mediterraneo attaccando addirittura la città di Pisa.

La resistenza degli attaccanti era di regola molto debole perché i principi ottenevano il ritiro delle bande dietro versamento di un tributo, altre volte davano ad essi un territorio per saccheggiarlo oppure come fece Carlo III, il semplice, che, per arrestare la loro espansione, diede ad essi in feudo la Frisia tra l’Epte e il mare (Trattato di Saint-Clair del  911).

Il loro capo Rollone,  abbandonò le sue credenze atee e con la complicità del vescovo di Reims, si battezzò con il nome di Roberto e fece convertire il suo popolo al Cristianesimo, governando con saggezza e allargando i suoi domini fino alla Bretagna, gettando così  le basi per il futuro ducato di Normandia.

Nel frattempo in cui si mettevano in evidenza i diversi atteggiamenti per la riforma della Chiesa per la quale si contrapponevano il Papato e l’Impero, i Normanni che  nella loro nuova patria francese costituirono la casta aristocratica, conservarono il loro tradizionale spirito di avventura.

Di là il duca Guglielmo il conquistatore mosse alla conquista dell’Inghilterra (1066), di là   vennero schiere di predoni nell’Italia settentrionale, conquistando la Lombardia  che chiamarono Longobardia, di là venne nell’Italia meridionale  quel manipolo di avventurieri che divennero soldati di ventura, o mercenari al servizio dei Bizantini, dei principi longobardi e delle città marinare sempre il lotta fra di loro.

Nel 1015 per opera di Melo da Bari scoppiò una rivolta e i Normanni aiutarono il principe di Napoli nella guerra che costui stava conducendo contro il principe di Capua.

Per questo aiuto il loro capo Rainolfo Drengot ottenne la contea di Aversa nel 1030, e  obbligò i suoi sudditi a non saccheggiare queste terre e a vivere in pace con le  popolazioni autoctone assorbendo la cultura chiesastica e gli usi e i costumi di essi.      

Al seguito di Drengot vennero gli Altavilla  che iniziarono la loro straordinaria carriera, destinata a concludersi con la conquista dell’intera Italia meridionale  e della Sicilia (1130).

I protagonisti di questa, che fu la più insigne impresa dei Normanni per il suo significato politico e civile, furono Guglielmo il Conquistatore (Braccio di Ferro), che fu il primo conte di Puglia , Roberto chiamato il Guiscardo per la sua astuzia politica e militare che divenne primo conte di Puglia e Calabria e Ruggero primo conte di Sicilia che erano figli di Tancredi d’Altavilla,  e Ruggero 2° che fu primo re di Sicilia.
La Puglia al tempo dei Normanni (Longobardia minore)

Con lo spirito battagliero e feroce che era in loro, iniziarono ad essere esosi e dispotici verso i cittadini e le popolazioni soggette e spesso vi furono scontri, anche armati, tra i Normanni e la gente che  si ribellava ad essi.

Basta ricordare la battaglia dell’Arenula, la seconda battaglia di Canne e quelle dell’Olivento, di Montemonfitto e di Montepeloso.

Le popolazioni stanche da tante angherie si rivolsero al Papa Leone IX perché li aiutasse a liberarsi delle atrocità che i Normanni commettevano nei loro riguardi.

  E' qui che la storia dei Normanni si intreccia con le vicende di Civitate e con la storica battaglia  che si svolse sotto le mura della città e di cui parleremo successivamente. 

Nei secoli XI e XII lo spirito guerresco dei  Normanni pian piano si spense  anche in concomitanza del generale risveglio  religioso e civile dell’Europa; ma gli elementi positivi di esso continuarono a fruttificare  nei paesi scandinavi, dove si costituirono stabili monarchie come in Inghilterra, nell’Italia meridionale liberata dai Bizantini e dagli Arabi  e raccolta in unità e, in forme minori, in Francia.

  Durante le liti tra il papato e  l’Impero  i Normanni seppero dare al loro stato una originale ed efficiente  struttura politica ed amministrativa, tutta imperniata sul feudalesimo la cui tradizione continuò anche dopo la fine del loro potere prima per opera di Federico II°( Puer Apuliae) e successivamente con le dominazioni spagnola e Borbonica e fino alla unificazione dell’Italia.

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