A Teanum un Otre di Primitivo

<b />Notizie di attualità</b> Primitivo di Teanum, varietale e convincente. Rosso rubino da manuale con orlo violaceo che ne suggella una fresca vivacità confermata poi al naso e di ritorno al palato. Adriano Grimaldi me ne ha fatto dono. Il campione per la degustazione è di Primitivo della linea "Òtre" della giovane ma dinamica cantina Teanum di San Paolo Civitate (Foggia a Sud del Fortore). Giovane e con le idee chiare. L’otre è quello che secondo la mitologia greca Ulisse, reduce dalla guerra di Troia, ricevette da Eolo, dio dei venti. E nell’otre li custodiva tutti.
Otre TeanumUlisse ne fece uscire solo il dolce “Zefiro” (Favonio delle nostre zone) per favorire la sua navigazione. La linea Òtre è di livello superiore. La conferma dalla complessità dei sentori che al naso rivelano marasca in confettura, tabacco, cuoio a suggello di una breve evoluzione in barrique (è una cuvée messa a punto dall’enologo Domenico De Maio, parte passata in barriquefrancese e americana e parte no), e poi un tripudio di note di sottobosco, macchia mediterranea a chiudere finemente con le note terrose contrapposte a quelle eteree che culminano in una scia ridondante come un eco, piacevolmente pepata. Pepe nero per la precisione. Il Primitivo Òtre per me è una sorpresa. Puglia Igt, 80 quintali per ettaro con vite allevata a spalliera a 150 metri sul livello del mare. Le premesse per un vino che già nel terroir ben coniuga eleganza e potenza. Ma da dove proviene? In etichetta non è richiesto, ma i soliti bene informati mi dicono che le uve sono di Manduria e Sava (Taranto) l’area vocata al primitivo. Trasportate a San Paolo Civitate vengono vinificate con grande cura. La stessa che ritroviamo nel bicchiere dove al palato i tannini sono delicati, morbidi, scivolano sulla lingua setosi, dolci, sfuggenti, coerenti. Un vino da abbinare a carni rosse, cacciagione, primi piatti saporiti e salumi mediamente stagionati. La curiosa indicazione in etichetta del millesimo 2006 la prima annata, anzi MMVI, con numeri romani, ci riporta alle origini della città antica che dà il nome alla cantina. San Paolo Civitate sorge infatti poco lontano dall’antica Teanum Apulum, municipium romano da dove partì la riscossa di Roma sull’esercito cartaginese dopo l’umiliante sconfitta operata da Annibale a Canne. Fu a Teanum che batteva una sua moneta che il console romano Tiberio Claudio Nerone (era il 207 a.C.) radunò 6mila uomini e mille cavalieri) per raggiungere dopo una marcia di 6 giorni il Metauro, tra Fermignano e Urbania (nelle Marche), dove in una memorabile battaglia, distrusse l’esercito cartaginese allora guidato da Asdrubale (fratello di Annibale), poi decapitato. San Paolo Civitate e la sua terra pregna di storia, dove oggi crescono floridi uliveti (varietà provenzale) e splendide vigne. L’Òtre affascina. Oltre al Primitivo, l’Aglianico e il Negroamaro, ancora da stappare, di cui poi mi riprometto, vi dirò.

Eustachio Cazzorla